• Adotta un filare: all’origine del Barolo

    Siamo nelle Langhe, dove i vigneti abbracciano le colline ed il profumo dell’uva si mescola con quello della terra, regalandoci scorci di grande emozione. Da questo scenario unico non poteva che nascere un vino speciale e famoso in tutto il mondo, simbolo del nostro territorio: Il Barolo DOCG.

    Questo vino nasce da un lungo processo che parte dalla vigna, continua con la vendemmia, l’affinamento e termina con l’imbottigliamento.

    Hai mai pensato a quanto lavoro c’è dietro ogni bottiglia di Barolo?

    Immagina di vivere tutto questo in prima persona: entrare con me nel nostro vigneto, essere protagonista di un’esperienza unica che si tramanda di generazione in generazione fatta di manualità, passione e pazienza.

    Immagina di assaggiare direttamente dalla pianta le uve di Nebbiolo, imparando e scoprendo tutto ciò che ruota intorno alla produzione del vino: dal vigneto alla cantina.

    Immagina la sensazione di degustare un vero Barolo DOCG di qualità che proprio tu hai contribuito a far nascere seguendo passo dopo passo la sua vita, le lavorazioni ed infine il momento più ricco di significato: la vendemmia. Tutto questo ha un nome: è il progetto Adotta un filare!

    Perché ho voluto fortemente il progetto Adotta un filare

    Adotta un filare nelle langhe è un’iniziativa che ho voluto fortemente per fare comprendere meglio a tutti coloro che amano il vino, cosa c’è dietro la produzione di una bottiglia di Barolo. Aderendo a questo progetto potrai scoprire da protagonista il dietro le quinte della mia cantina. Significa essere con me dalla vigna fino alla vendemmia passando per l’affinamento ed infine l’imbottigliamento.

    Potrai toccare con mano il risultato dei prodotti del tuo filare, ricevendo una cassa di vino, il tuo vino. Sì, perché diventerai adottante di un filare che avrà il tuo nome sulla testata e ti aggiornerò mensilmente via e-mail su tutte le lavorazioni che farò durante l’anno.

    “Adotta a distanza un filare nelle Langhe e vivi in prima persona l’esperienza di coltivare, far crescere e produrre un vino d’eccellenza come il Barolo DOCG.

    Sara Vezza.”

    Adotta un filare significa salvaguardia di un territorio

    Adotta un filare di Josetta Saffirio è molto di più che regalarsi delle bottiglie di vino, è una scommessa che ho deciso di giocare in prima persona: partecipare alla salvaguardia di un ambiente unico, tutelando le tradizioni e le pratiche necessarie alla nascita di un vero Barolo DOCG. Aderendo a questo progetto entrerai a fare parte della comunità di adottanti, che come te si prendono cura di un prezioso filare.

    Mi sono da sempre fatta promotrice di azioni che possano avere una ricaduta positiva su tutto il mio territorio ed Adotta un filare rappresenta tutto questo: coinvolgere coloro che amano il vino per andare oltre al calice e creare una comunità che abbia a cuore i miei stessi valori di rispetto e cura della terra.

    Una scommessa che posso dire di avere vinto poiché in meno di due anni, più di 50 persone da tutto il mondo hanno già aderito a questo progetto e mi accompagnano ogni mese nel mio lavoro.

    Adotta un filare: come aderire

    Se desideri aderire anche tu per vivere da vicino questa fantastica esperienza, puoi farlo cliccando direttamente qui oppure scrivendomi ad info@josettasaffirio.com, sarò lieta di fornirti tutte le informazioni di cui hai bisogno.

    Cosa è incluso nell’adozione del filare?

    • Nome e cognome dell’adottante sul filare e nel certificato di adozione.
    • 6 bottiglie di Barolo DOCG che provengono dal filare che hai adottato e 6 bottiglie di altri vini prodotti dalla mia azienda.
    • potrai sempre visitare la cantina quando vorrai (previa prenotazione) con degustazione gratuita dei miei vini migliori ed una selezione di prodotti tipici locali.
    • Sconto del 10% sull’acquisto di bottiglie di vino in cantina.
    • aggiornamenti costanti su tutte le fasi di lavorazione del tuo vino direttamente nella tua e-mail.
    • Eventi dedicati agli adottanti e molto altro….

    Ti aspetto nella mia comunità di adottanti per vivere un’avventura meravigliosa di cui saremo protagonisti insieme, uniti dalla passione e dall’amore per un vino simbolo delle Langhe.

  • Il significato della vendemmia

    Ci siamo, eccoci ancora una volta a settembre: il mese che apre le porte all’attività più importante e centrale di tutta la mia attività in cantina, la vendemmia. Il momento in cui raccolgo i frutti di un lavoro lungo un anno, tanti momenti di cura della vite che confluiscono nel raccolto finale che diventerà il vino dell’annata 2018.

    Il valore della vendemmia secondo me

    In questo articolo non desidero fare una valutazione di come sarà quest’annata ma cercherò di spiegarti che valore rappresenta per me la vendemmia. Un significato storico che si è tramandato da mio nonno Ernesto Saffirio, fino a me. La vendemmia è sempre stata per me un momento quasi rituale, con un forte impatto non solo territoriale ma anche sociale. Le giornate dedicate alla raccolta dell’uva erano le più attese dell’anno dai contadini. Conservo un ricordo fantastico di quei momenti quando da bambina vedevo tutta la campagna in fermento. Dalle prime luci dell’alba si iniziava la raccolta, armati di passione e tanta buona volontà, grappolo dopo grappolo venivano riempiti le ceste che sarebbero poi state trasportate in cantina. Ogni grappolo maturo era il risultato di un grande lavoro e di un impegno costante che vedevo in tutti coloro che, con massima attenzione, curavano come figli i frutti dei filari. Sebbene oggi venga monitorato il momento più adatto e preciso per la raccolta, grazie a strumenti ed analisi che si fanno sullo zucchero e sull’acidità, non facciamo uso di alcuna tecnologia in campagna. Lo spirito con cui questo momento viene vissuto da me e dai miei collaboratori non è mai cambiato.

    La vendemmia come unione di comunità e territorio

    Il rito della vendemmia attraversa tutto il lavoro nei campi fino alla raccolta, un’ideale staffetta che unisce la vite alla bottiglia, legando tutte le persone che vi hanno preso parte. La vendemmia è secondo me tutto questo: un momento di incontro tra la comunità ed il territorio. Come ti dicevo tempo fa il vino è per me qualcosa di vivo, forza vitale. Non mi ritengo autrice di vino ma un’attrice della natura che aiuta le piante a crescere nel miglior modo possibile. Per  questo motivo ho fatto una scelta di produzione sempre più sostenibile nel rispetto della terra, della vite e di tutto ciò che lo circonda.

    “Una cura della nostra terra dalla vigna alla bottiglia, in cui ogni brindisi sia un omaggio alla comunità ed al suo territorio. Pensa a questo quando degusterai un mio vino!”

    Sara Vezza

    I prossimi eventi dedicati alla vendemmia 2018

    Per condividere questo importante momento di vendemmia con tutti coloro che seguono la cantina ho pensato a due momenti dedicati al racconto di questo periodo per il mese di ottobre.

    • La vendemmia degli gnomi:

    un’esperienza per grandi e piccini per partecipare insieme a noi alla raccolta dell’uva ed alla pigiatura. Una giornata divertente e didattica per trasmettere ai più piccoli il valore di un momento così importante alla vita della nostra azienda. Se desideri partecipare clicca qui

    • Festa della vendemmia:

    la festa della vendemmia era un’evento molto importante che coinvolgeva tutta la comunità. Con lo stesso spirito di allora ti aspettiamo per un momento di partecipazione presso di noi con un tour guidato della cantina. Potrai respirare il profumo del vino che fermenta, e condividere il pranzo del contadino con tagliere, tris di antipasti, dessert e, ovviamente, degustare i nostri vini. Unisciti a noi, prenota cliccando qui

  • Perché abbiamo scelto la strada della produzione sostenibile e del biologico

    Perché abbiamo scelto la strada della produzione sostenibile e del biologico

    La strada della sostenibilità è una direzione che da oltre 10 anni abbiamo scelto di adottare in azienda non solo per pratiche legate ai processi di vinificazione, dal campo alla cantina, ma anche in tutte le iniziative a cui partecipo o promuovo in prima persona.

    Una scelta che nasce da due forti cardini:

    • Il legame fortissimo con il territorio:
      • noi siamo tessere di un disegno, è fondamentale comprendere questo. Non siamo gli autori di un vino, ma attori della natura: aiutiamo le piante a crescere, come figli e siamo a contatto con qualcosa di vivo: la terra, la vite e tutto ciò che la circonda. Il vino è forza vitale: ricco di microorganismi senza i quali non potrebbe evolversi. Per questo la scelta di orientarci verso la sostenibilità basata su un forte senso di responsabilità verso la terra e verso le generazioni che verranno.
    • La sostenibilità deve essere prima di tutto un’esigenza che parte da dentro:
      • non possiamo usarla come un vestito per farci più belli: deve esserci un’anima, un cuore che batte, bisogna crederci anche se a volte si tratta di fare scelte che apparentemente sembrano anti-economiche nella logica dell’immediato profitto.

    Oggi Josetta Saffirio è orgogliosamente un’azienda biologica certificata CCPB i cui processi sostenibili sono approvati da Ecoprowine.

    In un periodo in cui cresce ogni giorno la richiesta ed il consumo di alimenti sani e naturali, ottenuti con un basso impatto ambientale, rivendico una scelta importante che ho fatto molti anni fa con l’obiettivo di rispettare il nostro territorio.

    Coltiviamo i vigneti a Monforte d’Alba da oltre due secoli e cinque generazioni, cercando di esprimere il territorio attraverso i nostri vini. Vendemmia dopo vendemmia, affondiamo le nostre radici in questa terra di Langa

    Cosa vuol dire produrre vino in modo sostenibile

    Ritengo che produrre vino significhi lavorare i vigneti con rispetto per la terra e la responsabilità di lasciare ai nostri figli la preziosa eredità che ho ricevuto anch’io dai miei genitori: un territorio unico e generoso che dona vini di squisita eleganza ed eccezionale longevità, famosi in tutto il mondo.
    La vigna e le sue lavorazioni non devono essere un elemento staccato dal paesaggio, uno strumento di sfruttamento del suolo ma, al contrario, qualcosa attraverso il quale iniziare un processo virtuoso di arricchimento dello stesso. La pianta simbolo per eccellenza per chi produce vino, la vigna, diventa il veicolo principale di cura del territorio su cui è collocata. Proprio questo cambio di visione ci permette di produrre vini migliori e nello stesso tempo fare bene al nostro ambiente. La sfida è proprio questa: la produzione di vini di alta qualità si deve legare a processi sostenibili sul campo ed in cantina.

    Come lo traduco nella pratica

    Partendo da questi presupposti, ho deciso di tradurre questo assunto nelle attività di tutti i giorni. Il nostro vino nasce da una cura dei vitigni che non include prodotti chimici. Qualsiasi tipo di prodotto che possa avere una ricaduta negativa sulla nostra terra è stato bandito. Utilizziamo solo concimazioni di tipo organico che, al contrario delle prime, permettono di arricchire il terreno e di nutrire in modo “naturale” le nostre uve. Inoltre nei nostri vigneti utilizziamo l’inerbimento, lasciando crescere l’erba per combattere l’erosione del terreno e rendere più vivibile e transitabile il vigneto. Utilizziamo prototipi particolari di trattori che, con il loro peso ridotto, contribuiscono a non pesare eccessivamente sul suolo evitando lo schiacciamento e compattamento del terreno.

    Il lavoro sul campo è solo uno degli aspetti della mia attività, a questo ho affiancato un processo di rinnovamento sostenibile che riguarda tutta l’azienda.

    • Nel 2006 abbiamo iniziato la progettazione della nuova cantina, una struttura progettata per essere integrata nel paesaggio rurale e ridurre lo scambio termico, isolando il perimetro con il sughero naturale. L’edificio è stato studiato per ottimizzare il lavoro e le risorse. Al piano terra troviamo tutta la parte che riguarda le prime lavorazioni dell’uva: dalla vendemmia fino alle fermentazioni. A quel punto il vino per caduta si travasa sottoterra dove invecchierà silenziosamente nelle botti.
    • Nel 2009 abbiamo progettato e creato il Bioparco ed ogni anno aumentiamo la superficie di bosco gestito e questo ci permette, da un lato di proteggere la flora e la fauna locale, dall’altro di ridurre la nostra impronta carbonica.
    • Nel 2010 abbiamo inaugurato il nuovo impianto fotovoltaico che ci permette di ridurre le emissioni di CO2 di 13000 Kg ogni anno.
    • Utilizziamo di vetro riciclato al 90% per le nostre bottiglie, tappi di sughero più corti ed un cartone più sottile per gli imballaggi.

    In azienda e non solo: le mie iniziative sostenibili

    Al fine di promuovere e sensibilizzare al rispetto per l’ambiente, l’azienda organizza delle attività sociali e didattiche che coinvolgono anche i più piccoli per promuovere l’idea che la terra è un valore e come tale merita rispetto e attenzione. Puntiamo moltissimo su queste attività che mirano a sensibilizzare le nuove generazioni sulla bellezza della natura.

    Per gli studenti dello IED di Torino ho ideato un contest sul tema della sostenibilità partendo dai materiali di scarto della nostra cantina. È nato così il progetto ReWineD: convertire ciò che non è più utile ai nostri scopi produttivi in nuovi oggetti di design funzionali per altri campi o applicazioni.

    Un’altra importante iniziativa intrapresa è quella di Adotta un filare che permette ai tutti coloro che lo desiderano di essere responsabili di un loro filare e vederlo crescere. Un modo per coinvolgere gli appassionati di vino anche alla cura del territorio.

    Ora tocca a te

    Una cosa che dico spesso a tutti coloro che visitano le nostre cantine è che i processi di sostenibilità richiedono anche l’intervento del consumatore finale! Sì, proprio tu! Ogni volta che acquisti un vino cerca sempre di leggere l’etichetta e capire se il vino che stai bevendo fa bene all’ambiente. Sorseggiare un prodotto etico e sostenibile dà una doppia soddisfazione e permette di fare crescere l’enocultura virtuosa. Il futuro del nostro pianeta passa anche da qui.

  • Il progetto di eco sostenibilità e cultura del riciclo

    Sono due le parole d’ordine di cui oggi ti voglio parlare: rispetto del territorio e cultura del riciclo. In qualsiasi settore di produzione è fondamentale non dimenticare mai che viviamo a stretto contatto con la natura, dalla quale deriva tutto ciò che ci circonda, e dobbiamo averne cura in ogni momento. L’azienda si pone l’obiettivo di tenere vivo questa legame con il territorio per elevare la qualità dei suoi prodotti e garantire un progetto di sostenibilità. Ecco perché si appoggia al 100% alla filosofia green.

    Via ad una filosofia green

    In cosa consiste esattamente la cosiddetta filosofia green? E quali conseguenze o vantaggi porta nella produzione? Vediamo di fare chiarezza su questo concetto sempre più diffuso.

    I concetti chiave della filosofia green

    La filosofia green nasce per dare alla natura il rispetto che merita. Consiste in un insieme di criteri da seguire per essere sempre dalla parte del territorio, con metodi di produzione a basso impatto ambientale e promuovendo una cultura del riciclo. Ogni settore di produzione che si appoggia a questo stile di vita eco sostenibile riduce con ogni mezzo gli eventuali rischi del suo lavoro, che potrebbero in qualche modo danneggiare l’ambiente, e introducono iniziative e tecniche lavorative volte a dimostrare quotidianamente la sua responsabilità sociale.

    L’eco sostenibilità nei tipi di lavorazione

    Un progetto costante e continuativo nel tempo di eco sostenibilità consente di rispettare il territorio anche nei prodotti utilizzati o nelle tecniche di lavorazione impiegate. Il primo punto fondamentale che sta alla base della coltivazione dei vitigni è l’assoluto divieto ad utilizzare prodotti chimici. Queste sostanze possono danneggiare l’ambiente perché fortemente inquinanti. Si preferisce utilizzare solo concimazioni di tipo organico. Questa tecnica agricola consente di migliorare le componenti proprie del terreno e nutrire in modo sano le piante. Il suolo non deve subire dei forti stress causati dall’uomo, ma per mantenere il suo naturale processo di sviluppo si preferisce lavorarlo in modo molto superficiale. Solitamente questa sorta di aratura non profonda viene effettuata prima di mettere a dimora le piante.

    Le tecniche di lavorazione

    Una delle pratiche più diffuse nei vigneti per favorire il rispetto per la natura è l’inerbimento del terreno. In che cosa consiste? Si pratica l’inerbimento per falciare tutta l’erba che nasce spontaneamente per ridurre notevolmente gli effetti erosivi del terreno. Inoltre ha il duplice vantaggio di donare al terreno i giusti vegetali per mantenere sempre viva la sostanza organica. Anche i mezzi di lavorazione utilizzati permettono di appoggiare il progetto di eco sostenibilità, con specifici trattori in fase di prototipo che per la loro ridotta pesantezza non contribuiscono a compattare il terreno su cui lavorano.

    La cultura del riciclo

    L’azienda sostiene con impegno una vera e propria cultura del riciclo, in tutti i settori di produzione e coltivazione, a partire dai materiali utilizzati agli impianti presenti in tutta la cascina.

    Il riciclo nel rispetto dell’ambiente

    L’azienda si pone l’obiettivo di mantenere vivo l’ecosistema in modo naturale, senza arrecare alcun danno o alcuna forma di inquinamento con le sue pratiche di produzione o con i suoi materiali. Ecco perché si pone una grande attenzione all’eliminazione di tutte quelle sostanze che potrebbero danneggiare l’ambiente, come oli esausti, batterie e determinati contenitori. Per questo esiste un progetto dedicato che permette il loro riciclo attraverso il consorzio Cascina Pulita, che si occupa con impegno di smaltire, raccogliere e valorizzare gli scarti derivanti dall’agricoltura. Secondo questa visione green della produzione vinicola anche i materiali devono essere conformi alla cultura del riciclo e dell’eco sostenibilità. Infatti, l’intera struttura è stata realizzata in sughero, diventando un tutt’uno col territorio circostante. Ma non è finita qui: si è deciso di accorciare i tappi utilizzati, di utilizzare soltanto vetro piuttosto leggero e per una buona percentuale riciclato e meno quantitativi di cartone. L’arte del riciclo coinvolge tutti i materiali e tutta la produzione, basti pensare che anche le bottiglie non utilizzate possono diventare dei pratici bicchieri. Inoltre, l’azienda si avvale di un utile impianto fotovoltaico che ha lo scopo di ridurre le emissioni di Co2 di ben 13.000 chili annuali.

    Le iniziative ambientali e l’impegno sociale

    L’azienda è impegnata attivamente nel suo progetto di ridefinizione dell’ambiente, per rispettare i suoi cicli naturali e per la prevenzione ai rischi e agli agenti inquinanti che lo possono deturpare. Si parla proprio di eredità da lasciare alle future generazioni! Quindi è opportuno preservarlo sempre e contribuire al suo mantenimento in buono stato.

    Le iniziative ambientali

    Al fine di promuovere e sensibilizzare al rispetto per l’ambiente, l’azienda organizza delle attività sociali che coinvolgono grandi e piccini. Ed è importante vedere come il coinvolgimento dei più piccoli sia essenziale per farli crescere con l’idea che la terra è una valore e come tale merita rispetto e attenzione. Alcune di queste attività mirano a farli integrare nel parco e fargli toccare con mano la bellezza della natura. Sulle tracce degli gnomi, caccia al tartufo e pic-nic in vigna sono alcune delle iniziative rivolte proprio ai bambini in età scolare che consentono loro di partecipare attivamente al progetto. Un’altra importante iniziativa intrapresa è quella di adottare un filare. Essere responsabile di un filare proprio significa vederlo crescere e occuparsi di lui, accrescendo il rispetto per la natura e l’amore per le piante.

    Progetto Tergeo

    L’azienda partecipa con impegno al Progetto Tergeo dell’Unione italiana, un’iniziativa ideata da Unione italiana vini, che si propone di diffondere soluzioni innovative e migliorare la sostenibilità nell’ambito della viticoltura e dell’enologia. L’iniziativa è nata nel Settembre del 2011 e sin da subito ha riscosso notevole successo e molte adesioni. Si dedica una particolare attenzione alle sperimentazioni, sempre tenendo conto dell’importanza del territorio e della sua salvaguardia. Tecniche di divulgazione informativa e frequenti innovazioni tecnologiche sono alla base del progetto, che mira a coinvolgere sempre più settori. Finora è riuscito ad unire gli ambiti della filiera e delle vigne. Si parte dal presupposto che la ricerca scientifica non deve mai fermarsi e soprattutto non deve rimanere confinata all’interno di una struttura universitaria. Bisogna sfruttare appieno i frutti della ricerca e metterli in pratica per un miglioramento che coinvolga sia il processo vinicolo che il rispetto dell’ambiente.