• Perché abbiamo scelto la strada della produzione sostenibile e del biologico

    Perché abbiamo scelto la strada della produzione sostenibile e del biologico

    La strada della sostenibilità è una direzione che da oltre 10 anni abbiamo scelto di adottare in azienda non solo per pratiche legate ai processi di vinificazione, dal campo alla cantina, ma anche in tutte le iniziative a cui partecipo o promuovo in prima persona.

    Una scelta che nasce da due forti cardini:

    • Il legame fortissimo con il territorio:
      • noi siamo tessere di un disegno, è fondamentale comprendere questo. Non siamo gli autori di un vino, ma attori della natura: aiutiamo le piante a crescere, come figli e siamo a contatto con qualcosa di vivo: la terra, la vite e tutto ciò che la circonda. Il vino è forza vitale: ricco di microorganismi senza i quali non potrebbe evolversi. Per questo la scelta di orientarci verso la sostenibilità basata su un forte senso di responsabilità verso la terra e verso le generazioni che verranno.
    • La sostenibilità deve essere prima di tutto un’esigenza che parte da dentro:
      • non possiamo usarla come un vestito per farci più belli: deve esserci un’anima, un cuore che batte, bisogna crederci anche se a volte si tratta di fare scelte che apparentemente sembrano anti-economiche nella logica dell’immediato profitto.

    Oggi Josetta Saffirio è orgogliosamente un’azienda biologica certificata CCPB i cui processi sostenibili sono approvati da Ecoprowine.

    In un periodo in cui cresce ogni giorno la richiesta ed il consumo di alimenti sani e naturali, ottenuti con un basso impatto ambientale, rivendico una scelta importante che ho fatto molti anni fa con l’obiettivo di rispettare il nostro territorio.

    Coltiviamo i vigneti a Monforte d’Alba da oltre due secoli e cinque generazioni, cercando di esprimere il territorio attraverso i nostri vini. Vendemmia dopo vendemmia, affondiamo le nostre radici in questa terra di Langa

    Cosa vuol dire produrre vino in modo sostenibile

    Ritengo che produrre vino significhi lavorare i vigneti con rispetto per la terra e la responsabilità di lasciare ai nostri figli la preziosa eredità che ho ricevuto anch’io dai miei genitori: un territorio unico e generoso che dona vini di squisita eleganza ed eccezionale longevità, famosi in tutto il mondo.
    La vigna e le sue lavorazioni non devono essere un elemento staccato dal paesaggio, uno strumento di sfruttamento del suolo ma, al contrario, qualcosa attraverso il quale iniziare un processo virtuoso di arricchimento dello stesso. La pianta simbolo per eccellenza per chi produce vino, la vigna, diventa il veicolo principale di cura del territorio su cui è collocata. Proprio questo cambio di visione ci permette di produrre vini migliori e nello stesso tempo fare bene al nostro ambiente. La sfida è proprio questa: la produzione di vini di alta qualità si deve legare a processi sostenibili sul campo ed in cantina.

    Come lo traduco nella pratica

    Partendo da questi presupposti, ho deciso di tradurre questo assunto nelle attività di tutti i giorni. Il nostro vino nasce da una cura dei vitigni che non include prodotti chimici. Qualsiasi tipo di prodotto che possa avere una ricaduta negativa sulla nostra terra è stato bandito. Utilizziamo solo concimazioni di tipo organico che, al contrario delle prime, permettono di arricchire il terreno e di nutrire in modo “naturale” le nostre uve. Inoltre nei nostri vigneti utilizziamo l’inerbimento, lasciando crescere l’erba per combattere l’erosione del terreno e rendere più vivibile e transitabile il vigneto. Utilizziamo prototipi particolari di trattori che, con il loro peso ridotto, contribuiscono a non pesare eccessivamente sul suolo evitando lo schiacciamento e compattamento del terreno.

    Il lavoro sul campo è solo uno degli aspetti della mia attività, a questo ho affiancato un processo di rinnovamento sostenibile che riguarda tutta l’azienda.

    • Nel 2006 abbiamo iniziato la progettazione della nuova cantina, una struttura progettata per essere integrata nel paesaggio rurale e ridurre lo scambio termico, isolando il perimetro con il sughero naturale. L’edificio è stato studiato per ottimizzare il lavoro e le risorse. Al piano terra troviamo tutta la parte che riguarda le prime lavorazioni dell’uva: dalla vendemmia fino alle fermentazioni. A quel punto il vino per caduta si travasa sottoterra dove invecchierà silenziosamente nelle botti.
    • Nel 2009 abbiamo progettato e creato il Bioparco ed ogni anno aumentiamo la superficie di bosco gestito e questo ci permette, da un lato di proteggere la flora e la fauna locale, dall’altro di ridurre la nostra impronta carbonica.
    • Nel 2010 abbiamo inaugurato il nuovo impianto fotovoltaico che ci permette di ridurre le emissioni di CO2 di 13000 Kg ogni anno.
    • Utilizziamo di vetro riciclato al 90% per le nostre bottiglie, tappi di sughero più corti ed un cartone più sottile per gli imballaggi.

    In azienda e non solo: le mie iniziative sostenibili

    Al fine di promuovere e sensibilizzare al rispetto per l’ambiente, l’azienda organizza delle attività sociali e didattiche che coinvolgono anche i più piccoli per promuovere l’idea che la terra è un valore e come tale merita rispetto e attenzione. Puntiamo moltissimo su queste attività che mirano a sensibilizzare le nuove generazioni sulla bellezza della natura.

    Per gli studenti dello IED di Torino ho ideato un contest sul tema della sostenibilità partendo dai materiali di scarto della nostra cantina. È nato così il progetto ReWineD: convertire ciò che non è più utile ai nostri scopi produttivi in nuovi oggetti di design funzionali per altri campi o applicazioni.

    Un’altra importante iniziativa intrapresa è quella di Adotta un filare che permette ai tutti coloro che lo desiderano di essere responsabili di un loro filare e vederlo crescere. Un modo per coinvolgere gli appassionati di vino anche alla cura del territorio.

    Ora tocca a te

    Una cosa che dico spesso a tutti coloro che visitano le nostre cantine è che i processi di sostenibilità richiedono anche l’intervento del consumatore finale! Sì, proprio tu! Ogni volta che acquisti un vino cerca sempre di leggere l’etichetta e capire se il vino che stai bevendo fa bene all’ambiente. Sorseggiare un prodotto etico e sostenibile dà una doppia soddisfazione e permette di fare crescere l’enocultura virtuosa. Il futuro del nostro pianeta passa anche da qui.

  • Degustare un vino: 4 momenti per avvicinarsi al calice ed avere una fantastica esperienza degustativa

    Degustare un vino: 4 momenti per avvicinarsi al calice ed avere una fantastica esperienza degustativa

    Mi capita molto spesso, durante i vari eventi che coinvolgono la mia cantina, di incontrare
    e chiacchierare con diverse persone che mi chiedono consigli su come degustare al
    meglio i nostri vini. Molti ritengono che per una fruizione più completa del prodotto
    vitivinicolo sia necessario avere alle spalle un percorso da sommelier.
    Ho pensato allora di scrivere questo articolo per darvi alcuni consigli su come avvicinarsi
    al meglio al calice e gustare un buon vino attraverso 4 passaggi.

    Non è necessario essere dei degustatori professionisti

    Prima di iniziare ci tengo a fare una premessa. Decidere di seguire un corso da Sommelier
    è sicuramente una buona idea e ti permetterà di avere un’esperienza degustativa più
    completa ma non preoccuparti se non sei un degustatore professionista. Il vino è un
    piacere adatto a tutti, qualsiasi persona che abbia davvero interesse e passione può
    avvicinarsi a questa bevanda ed apprezzarla in modo soddisfacente.
    Vediamo adesso quali sono i 4 momenti topici per avvicinarsi al calice nel modo giusto.

    1. Versa il vino ed osservalo

    Assaggiare un vino è un’esperienza che coinvolge tutti i nostri sensi. Quando apri una
    bottiglia versa il suo contenuto nel bicchiere e dedica qualche minuto all’osservazione.
    Porta il calice all’altezza dell’occhio e prova a vedere le diverse sfumature. In genere i vini
    bianchi hanno tonalità che vanno dal verdastro all’ambrato, i rossi presentano colori che
    spaziano dal porpora fino a tonalità granata più scure. Osservare il colore del vino ci
    permette di capire se stiamo per assaggiare un vino giovane o invecchiato. Generalmente
    i vini bianchi e rossi giovani hanno tonalità più chiare, mentre i vini invecchiati vanno verso
    colori più scuri.

    2. Fai roteare il bicchiere

    Facendo roteare poi il bicchiere potrai “avvinare le pareti” del bicchiere. Si formeranno
    degli archetti sul vetro che ti sveleranno la viscosità del vino ed il grado alcolico. Più
    archetti si formeranno più il vino è strutturato ed ha elevata gradazione alcoolica.

    3. Annusa il vino

    Dopo l’esame visivo è il momento dell’olfatto. Dedicati adesso ad annusare il vino che stai
    per degustare. Inspira lentamente e profondamente per assaporarne il bouquet. In genere
    si tende a fare una seconda rotazione del bicchiere ed avvicinare nuovamente il naso per
    una seconda esperienza olfattiva. Si tratta di un momento molto importante per valutare
    profumo, intensità, persistenza e qualità. In questa fase potrai già capire molto del vino
    che andrai ad assaggiare. Cerca sempre di decifrare le diverse tonalità presenti per avere
    una completa impressione olfattiva.

    4. Assaggia

    Dopo aver esaminato il vino con vista ed olfatto sei pronto per assaggiarlo. Bevi un sorso
    e trattienilo in bocca per consentire alle papille ed al palato di assaporarlo in modo pieno.
    Ne apprezzerai sapore, tono ed intensità. Ogni vino ha una sua storia che si svelerà al
    contatto con il tuo palato. A questo punto mi chiederai sicuramente: “ Ok Sara tutto molto
    interessante, ma come faccio a sapere se un vino è davvero buono?”
    La risposta non è semplice. Ogni gusto è molto soggettivo ed ognuno di noi tende ad
    avere preferenze diverse. Ricorda però che un buon vino ti lascerà sempre un’impressione
    di armonia ed equilibrio tra i suoi componenti appagando pienamente il palato.
    Dopo aver deglutito, soffermati sulla persistenza del sapore e sul retrogusto che lascia in
    bocca.
    Questi sono alcuni passaggi importanti per avvicinarsi ad un’esperienza degustativa
    completa. Se desideri apprezzare ogni vino che assaggerai cerca di allenarti ad affinare i
    tuoi sensi e a cogliere tutti gli aspetti del tuo bicchiere. Ciò che all’inizio ti sembrerà forse
    difficile diventerà una piacevole abitudine ed un modo nuovo per avvicinarsi al vino.
    Un ultimo consiglio che ti posso dare è quello di fare tanta pratica, avere l’occasione di
    degustare diversi vini è senza dubbio il modo migliore per apprezzare sempre di più gusti
    e tonalità diverse, educando i nostri sensi ad una maggiore ricettività.

    Desideri iniziare a fare pratica?

    Bene! Ti aspetto a Josetta Saffirio Open sabato 21 aprile, quando la cantina aprirà le
    porte per visite libere a tutti i nostri fan ed avrai l’occasione di degustare tutti i nostri
    migliori prodotti.

  • Marco on the Road

    Prima Warren ed adesso è il turno di Peter!

    Sono comunque una grande coppia quei due.

    I clienti visitati con lui sono principalmente rivenditori (wine shop), molto più difficile a mio avviso perché hanno già una selezione di vini piuttosto completa.

    A differenza del giorno prima, ci rimettiamo in strada con lo zaino ma questa volta abbiamo anche la neve a farci compagnia.

    Una bufera ha investito la città per 12 ore, ma che a suo modo ha reso l’esperienza indimenticabile!

    Nelle enoteche non eravamo i soli, nonostante avessimo l’appuntamento c’erano altri agenti di altre distribuzioni.
    In questi casi sono gli stessi titolari dei wine shops ad assaggiare i vini, e le loro orecchie hanno decisamente bisogno di ascoltare qualcosa di diverso.
    Oltre che al vino bisogna saper parlare di un pò di tutto. Abbiamo fatto discorsi che son partiti dalla fermentazione malolattica e sono finiti ai New York Yankees ( squadra di basket).
    Però è questo che serve per fare il canestro!

    In particolare è il Barolo 2011 che ha segnato parecchi punti! Peter e Warren ne avevano ancora 7 casse. Una bomba, un frutto esplosivo ed una struttura molto fitta.

    Tra i clienti mi ha molto colpito una enoteca situata nel mezzo di una connessione tra due metro.
    Mi spiego meglio, è localizzata al centro di due stazioni collegate da una via sotterranea molto lunga.

    Il proprietario è messicano e secondo me ha scelto un posto strategico. C’è sempre un bel passaggio di persone dalla mattina alla sera. Il problema è quanto vanno di fretta, ma ad ogni modo nella mezz’ora in cui siamo rimasti l’ho visto abbastanza pieno.
    Si chiama Penn Wine il locale e nei suoi scaffali c’è già in mostra il nostro Barolo e la Barbera, ma a quanto pare aggiungeremo anche il Rossese Bianco ed il Langhe Nebbiolo!

    Il proprietario possiede un appezzamento di terreno a nord del Messico ed estremamente convinto nel piantare un vigneto. Sembrerebbe normale dal momento che c’è produzione di vino in quella zona, ma lui vorrebbe piantare il Nebbiolo. Vedremo tra qualche anno come va a finire!

    Infine mi tocca salutare Peter perché lui abita abbastanza distante dal centro di NY, ma prima mi faccio consigliare un wine bar.

    Lelabar, un locale costituito da un bancone ovale al centro e tutte sedie intorno. Sono 600 le etichette che mette in vendita, di cui una cinquantina al calice.

    E’ qui che ho assaggiato per la prima volta uno spumante metodo classico tedesco fatto con Scheurebe, a quanto pare è un incrocio tra Riesling e Bouquet Blanc (altro incrocio di uve tedesche). E’ stato Chris, proprietario del locale, a consigliarmelo.
    Sul vino non mi pronuncio, ma Chris è stato favoloso. Non è mai stato in Piemonte e non vede l’ora di riuscire a pianificare il viaggio.
    Nello zaino avevo il mio Mac portatile, integro fortunatamente dalla neve, così gli ho mostrato il video che abbiamo fatto realizzare con le colline del Barolo in tutte e 4 le stagioni.

    Gasatissimo Chris, ha aperto uno Champagne Blanc de Blanc Grand Cru! E’ per questo mi sta ancora più simpatico.
    Lo aspetteremo presto in cantina.

    Bellissima NY. La mia esperienza è stata grandiosa, e son sicuro lo sarà altrettanto a Boston!

  • Marco on the Road

    Altro meeting altra corsa

    Il compleanno di Tony e non lo sapevo! Ma tranquillo che abbiamo rimediato.
    Chris penso sia più che meravigliosa, ha organizzato una festa a sorpresa quindi la giornata è iniziata con una torta francese e una bottiglia di Barolo, niente male!
    La dieta qui si fa difficile, sto andando avanti a degustare cibi tipici ma col fatto che cambio sempre posto sto mangiando un sacco.

    Una marea di appuntamenti programmati per la giornata, uno in particolare è una mia conoscenza. Il mio prof di enogiornalismo e wine blogging all’Università di Pollenzo è di Hoston e non potevamo non incontrarci.
    E’ stato bello infatti; abbiamo assaggiato i vini, scattato delle foto per il suo blog e scriverà presto un articolo che non vedo l’ora di leggere.

    Per via degli appuntamenti, abbiamo girato tutta Houston e non ho mai visto una collina! Tuttavia con temperature primaverili non ci si può lamentare.
    Giunte le 18 e nuovamente soddisfatti del lavoro bisognava festeggiare.
    Margarita, un cocktail che in Italia non bevo mai perché non mi piace la Tequila. Beh, quello era buonissimo.
    Chris giustamente per cena non poteva farmi mancare una deliziosa cena al bbq e io non potevo non assaggiare nuovamente tutto. Credo tornerò ingrassato!

    Un grade Grazie va a questo Team, mi hanno accolto come uno di famiglia e spero di rivederli presto.
    Next stop –> NYC

  • Marco on the Road

    In partenza per Houston.

    E’ stata incredibile Seattle, è una città meravigliosa in cui incontri una vasta varietà di panorami.
    Certo che quando ho letto le temperature medie in Texas non ero dispiaciuto: da 16 a 26 °C!
    Una volta riposto il giubbotto in valigia, parto per all’avventura a Houston.

    Ciò che noto subito è che è tutta pianeggiante e che non puoi fare ameno di una macchina, credo che una persona possieda in media almeno 2 pick up.
    Non puoi lasciare i bagli in hotel ed uscire a fare un giro, almeno non a piedi, qualsiasi cosa dista almeno 1km.

    Il nostro importatore è originario di Washington ed è nel business del vino da 35 anni, si chiama Tony e la sua collaboratrice Chris è coreana.
    Due persone splendide che hanno organizzato nei minimi dettagli il mio soggiorno, dal transfer in aeroporto alle cene e ai molti appuntamenti.

    Il meeting introduttivo avviene in una bellissima zona della città, al 45esimo piano di una torre moderna, e lì incontro gli altri due membri del team: Nick e Jay che affiancherò nei giorni successivi.
    Sono una bella squadra, hanno un portafoglio di circa 30 cantine (due sole piemontesi) e sono tutte di piccole dimensioni.
    La competizione nel mondo del vino in Texas è piuttosto elevata, il più grande distributore degli Stati Uniti si trova a Dallas quindi loro hanno deciso di diversificarsi proponendo vini artigianali di alta qualità ad un buon prezzo.
    Una chiacchierata durata quasi due ore, ma molto utile. Molto spesso si lavora con i propri partner senza aver ben chiaro in che direzione stanno andando e senza incontrare le reciproche esigenze, tradotto significa che da entrambi i lati non si cresce.
    Non parlo necessariamente di crescita di volumi o di fatturato, anche se ne è la diretta conseguenza. Quel che intendo è sviluppare una relazione solida che porti al raggiungimento di obiettivi di lungo periodo, questo è possibile solamente confrontandosi.

    Per pranzo ci raggiungono altre due persone di cui una siciliana, Rosario, personaggio fortissimo e grande appassionato di motori. Durante l’alluvione dello scorso agosto ha pensato di mettere in salvo prima le sue macchine e poi sua moglie.

    Per dare un tocco di italianità in più, andiamo a mangiare da Amalfi, un ristorante sin cui la qualità regna sovrana. Lo chef è di Salerno e ha certo un menù in abbinamento ai nostri vini, che a quanto pare ha gradito molto.

    Il pomeriggio è ricco di appuntamenti, per la maggior parte sono ristoranti ed enoteche.

    Nick e Jay mi hanno confessato quanto sia importante per loro andare a fargli visita.
    Loro conoscono molto bene i vini, li abbiamo anche rivisti insieme, ma quello che può trasmettere la presenza diretta della cantina è un valore aggiunto che loro da soli non possono dare.
    Infatti è stato molto efficace, tutti quelli a cui abbiamo presentato i vini li hanno presi.
    Ancora più d’impatto è stata la wine dinner che hanno organizzato alla sera, circa 30 persone tra privati e professionisti a cui ho potuto parlare direttamente in un contesto informale e rilassato.

    Felici della giornata non potevamo chiuderla senza un brindisi al Tex Pub tra musica e rombi di Harley Davidson.

  • Marco on the Road

    Incontro con gli importatori SOLEA USA

    L’appuntamento è alle 9 al Caffè Vita, e già suona bene. Il locale è situato nel quartiere di Capithol Hill e appena aperta la porta si viene investiti da un’ondata di profumo di caffè, questo perché lo tostano proprio nella stanza accanto alla sala.

    Il proprietario, Mike, è il nostro importatore ed ha una passione immensa per l’Italia che parte dal caffè ed arriva alla pizza poi al vino.
    Lo staff di Solea è piuttosto giovanile ed ha una grinta indiscutibile, è stato un onore per me fare loro il training sulla nostra Azienda, sulla Langa e sui nostri vini.

    Ci siamo tele-trasportati per un paio d’ore nelle colline del Barolo e mi hanno confessato che ci invidiano molto!

    Poco più tardi, per coronare il mio arrivo, abbiamo pranzato alle Cinque Terre però non quelle sulla scogliera del Levante ligure ma quelle ai piedi dei grattacieli!

    E’ il nome di un ristorante fondato da uno dei primi italiani arrivati a Seattle negli anni ’60, è napoletano e anche se non tifa Juve è molto simpatico.

    Pranzo delizioso e non da meno è stata la cena in Via Tribunali, sempre di proprietà di Mike il nostro importatore. Circa una decina di anni fa il locale era un garage di un meccanico, poi una volta ristrutturato è diventato uno dei locali più eleganti della città.
    Lo staff Solea, in particolare William che ha un passato da chef, ha organizzato una Wine Dinner rendendo i nostri vini i protagonisti dell’evento.

    Una serata fatta di brindisi, scambi di opinioni e sopratutto divertente.
    In degustazione Langhe Nebbiolo 2015, Barolo 2012, Barolo Persiera 2013, ma non è ancora finita perché la festa è proseguita in un locale spagnolo a Elliot Bay!

    Il nuovo ingresso in Solea

    Marlin è un nuovo acquisto del Team Solea, un tipo direi “rock”, era prima agente per un’altra compagnia e da 3 mesi ha deciso di unirsi a Mike. Con lui ho trascorso tutta la giornata per incontrare nuovi clienti, diversi appuntamenti tra wine shop, ristoranti e fine bar.
    Anche se per lui i vini di Josetta Saffirio sono relativamente nuovi, ha dato prova di aver seguito il training del giorno precedente!

    Una giornata movimentata ma per fortuna efficace, sono stato in supporto Marlin e molti clienti hanno deciso di servire i nostri vini nei loro locali! Benissimo direi!

    Al rientro ho avuto occasione di vedere il tramonto dalla Columbia Tower, 75esimo piano di una torre costruita di recente e diventato il grattacielo più alta della città.

    Un tramonto meraviglioso visto da circa 300 metri di altezza, indimenticabile.

  • Marco on the Road

    Prima volta che atterro a Seattle, meglio dire negli USA, e c’è un sole stupendo ad accogliermi (oltre ad un taxista mezzo matto che però si è rivelato un grande appassionato di vino).

    Mentre la mia stanza in hotel si libera, faccio un giro nel centro della città. Non so per quale vago motivo avessero in molti un costume da super eroe ma garantisco che non stonavano neanche in quelle immense vie circondate da grattacieli.

    Seattle, per quanto ho visto finora, è incantevole. C’è un sacco di verde ed è circondata da laghi. Le persone son super calorose e a quanto pare hanno a disposizione numerosi wine bar ed enoteche con una forte presenza di vini italiani.

    Vedremo come prosegue, prima però risolvo il jet-lag.

  • La mia idea per gli studenti dello IED: ReWineD

    La mia idea per gli studenti dello IED: ReWineD

    ReWineD: nuova vita agli oggetti della cantina

    La produzione del vino ha sempre comportato l’utilizzo di diversi materiali da imballo. Dalle bottiglie di vetro, che sono uno degli elementi più importanti, passando dalle botti fino a tappi e scatole di legno più o meno grandi. Molte volte mi sono chiesta come riutilizzare questi materiali. Ho sempre pensato che fosse possibile dare loro nuova vita per rendere ancora più virtuoso e sostenibile tutto il procedimento. La mia idea era di farmi promotrice di un progetto che potesse in qualche modo portare l’attenzione sul tema del riciclo legato ad un altro concetto molto importante: la sostenibilità ambientale. Ho sempre inteso il mio lavoro di produttrice di vino in un senso più ampio che andava oltre la mia azienda e si concretizzava anche nella cura e nel rispetto del territorio. Come amo spesso affermare:

    “Essere contadino significa vivere la grande responsabilità della terra che abbiamo ereditato e che lasceremo ai nostri figli.”

    Perché lo IED?

    Ho rivolto la mia idea ai futuri designer dello IED di Torino. Chi meglio di loro poteva darmi una risposta? Ecco che così è nato ReWineD! Recycled Wine Design ovvero dare nuova vita agli oggetti di scarto della cantina. Convertire ciò che non è più utile ai nostri scopi produttivi in nuovi oggetti funzionali per altri campi o applicazioni. Grazie alla collaborazione con lo IED di Torino ho istituito una borsa di studio che premierà il progetto migliore. Verranno coinvolti nove studenti del secondo anno del corso di Product Design dell’ Istituto Europeo di Design che saranno coordinati dal Docente Giorgio Ceste. Il vincitore verrà scelto da una giuria composta da designer, architetti e giornalisti di settore.

    Un progetto che ho voluto fortemente

    Si tratta di un proposito che ho nel cuore da tempo e del quale sono particolarmente orgogliosa. La mia azienda ha scelto la strada del biologico dal 2004 e sono pertanto molto interessata a tutte le possibili attività che vanno verso una maggiore sostenibilità sia dal punto di vista delle lavorazioni in cantina, sia per il riciclo dei materiali utilizzati. Un altro aspetto mi rende particolarmente soddisfatta: questa iniziativa ha fatto nascere nuove alleanze sul territorio. È entrato in partnership con ReWineD anche Italia Bellissima un network di architetti e artigiani italiani che lavorano nel settore edilizia-decoro creato dall’architetto astigiano Andrea Capellino. Questo è un segno di come tali tematiche siano sempre più sentite e possano diventare un collettore per lo sviluppo di reti virtuose.

    Chi vincerà?

    Propongo quindi una sfida ai giovani designer e sono veramente curiosa di scoprire quale sarà il progetto più bello e funzionale realizzato con i materiali della nostra cantina. Riuscire a sviluppare questo progetto significa molto per me perchè, al di là di chi sarà proclamato vincitore, credo di essere riuscita a mettere in moto un processo che ha coinvolto importanti interlocutori e potrà generare significative ricadute. Volete sapere chi vincerà? Seguite il mio blog e lo scoprirete! La premiazione avverrà venerdì 4 maggio presso la nostra Cantina!

  • Marco on the Road

    Eccomi pronto a partire!
    Mancano 36 ore a lasciare l’Italia, avvolta nella neve per volare a Seattle dove mi aspetta William e il suo staff.
    Sarà il mio promo viaggio in America e lo stato di Washington sarà solo la prima tappa.

    Nei venti giorni successivi mi sposterò da Houston, in Texas, a New York per poi volare a Boston e concludere il viaggio a Montréal, in Quebec.

    Insomma, scorrazzerò in lungo e in largo tra Stati Uniti e Canada per quasi un mese, per incontrare i nostri importatori e il loro team, partecipare a degustazioni e formare sommelier e professionisti sui vini di Josetta Saffirio.

    L’adrenalina inizia a salire, si parte per un’avventura nel mondo del vino che mi vedrà protagonista come ambasciatore del Barolo e delle Langhe.

    Seguite il mio blog per stare aggiornati e vivere da vicino questo viaggio lungo 10 000 km da una costa all’altra!

  • A cena, in Cantina con il Produttore

    A cena, in Cantina con il Produttore

    Venerdì 23 febbraio ore 18.00
    Azienda Agricola Josetta Saffirio
    Località Castelletto, 39 – 12065 Monforte d’Alba (CN)

    Una cena ed un’esperienza unica

    Venerdì 23 febbraio si terrà presso la cantina Josetta Saffirio una cena speciale condotta dallo chef Matteo Morra, a cui va il mio sentito ringraziamento per il prelibato menù, che ha l’obiettivo di esaltare i nostri Barolo del 2014, Riserva 2012 e Barolo DOCG del 2014. Il mio desiderio è stato fin dall’inizio quello di regalare ai nostri ospiti un momento unico. Un incontro tra la nostra cantina ed i sapori dello Chef che non appaghi solo il palato ma che sia un’esperienza di degustazione completa. Unire la scoperta della cantina e dei nostri vini con un menù altamente ricercato che sappia esaltarne l’abbinamento, è quello che vorremmo offrire a coloro che parteciperanno.

    Il programma della serata

    L’avvicinamento alla cena inizierà con una visita alle cantine condotta da me, in cui potrete vedere dove e come nascono i vini Josetta Saffirio. Sarà un grande piacere accogliervi nel cuore dell’azienda e raccontarvi la nostra storia, passeggiando fra le botti in cui silenziosamente matura il nostro vino.
    Successivamente, al termine della visita, ci sarà un aperitivo direttamente in bottaia, nella magica quiete ed atmosfera in cui si affinano i vini suggellando un ideale incontro tra la cantina e la tavola. Al termine dell’aperitivo avrà inizio la cena con una selezione di portate appositamente ideate e create dallo Chef.

    Il menù della serata

    Aperitivo in bottaia:

    • Rana pescatrice, cavolo nero e spuma di patate
    • Vitello tonnato
    • Capunet di salsiccia e ricotta
    • Insalata russa
    • Toma, sedano e nocciole

    In abbinamento Nebbiolo d’Alba Spumante Brut Rosé 2015

    A Tavola:

    • Risotto al blue di bufala, castagne e riduzione al Marsala
    • Maialino in crosta di langa e crema di topinambur
    • Selezione di Formaggi
    • Tarte Tatin alle mele annurca e salsa alla vaniglia

    Vini:

    Info e prenotazioni

    Se siete incuriositi o iniziate ad avere un certo languorino che vi solletica il palato sappiate che la cena ha un numero limitato di posti. Per partecipare è sufficiente andare sul nostro sito o cliccare direttamente qui.

    Per informazioni aggiuntive sull’evento potete contattarci telefonicamente o via mail:

    • + 39 0173 787278
    • info@josettasaffirio.com