• Progetti di enoturismo in cantina: dall’arte in vigna ai picnic agresti

    Ottime notizie per i winelovers e tutti gli appassionati del mondo del vino, le proposte per coloro che vogliono vivere esperienze enogastronomiche all’aperto sono in crescita proprio perché sale la richiesta di attività a contatto con la natura e che diano la possibilità di passare una giornata lontano dalla città.

    Il turismo enogastronomico si basa sulla scoperta e sulla riscoperta di territori vocati e cantine che offrono non solo più degustazioni bensì attività a 360 gradi, rappresentando una delle risorse indispensabili per lo sviluppo economico del Paese.

    Dare la possibilità, sia all’appassionato del settore che al neofita di poter entrare in cantina, di conoscere il produttore e la sua filosofia produttiva, le tecniche di lavorazione e coltivazione della vigna e poter comprendere tutti il lavoro e la passione che c’è dietro alla bottiglia di vino, è qualcosa di fondamentale importanza.

    E non parliamo di strategie di marketing, bensì di informazione, proprio perché si cerca dare consapevolezza al cliente in modo che abbia le informazioni utili per poter scegliere i prodotti che più si avvicinano al suo gusto e alla sua idea di produzione responsabile e soprattutto sostenibile.

    Ormai non ci sono più scuse, noi siamo ciò che mangiamo e anche ciò che beviamo.

     

    Ma quali sono le possibilità che il Piemonte offre per far sì che la sete di conoscenza (e non solo) venga saziata? Ecco alcune attività che vi consigliamo di provare:

    • Visite guidate in aziende agricole e vitivinicole: in particolar modo degustazioni in abbinamento a prodotti tipici locali;
    • Trattamenti di bellezza e per la cura del corpo, effettuati con prodotti derivati dal grappolo d’uva, ricco di sostanze con proprietà antiossidanti e antinfiammatorie;
    • Visite ed esplorazioni\trekking nei vigneti per godersi la natura e il panorama che la zona offre;
    • Pranzi in cantina e in vigna per abbinare a piatti della tradizione locali i vini tipici della zona;
    • Tour in vespa con tappe enoturistiche nelle varie cantine ed enoteche;
    • Vendemmia aperta ai turisti e ai loro bambini, per provare in prima persona quest’esperienza unica;
    • Tour in bici o in bici elettrica per effettuare attività fisica nel rispetto dell’ambiente circostante;
    • Ricerca al tartufo con il cercatore il suo cane, per conoscere e scoprire tutti i segreti della ricerca vedendo in azione un cane addestrato;
    • Attività artistiche e culturali come la visita ad installazioni artistiche o cantine di design, molte di queste progettate in modo che l’arte vada a pari passo con il rispetto dell’ambiente;
    • Yoga in vigna, per rilassarsi e praticare attività fisica circondati da panorami mozzafiato;
    • Picnic in vigna.

    Proprio per quest’ultima esperienza è nato il primo sito booking di picnic, chiamato Picnic Chic

    Questa piattaforma permette a tutti i “picnikers” di trovare ristoranti, gastronomie e cantine che offrono particolari esperienze

    come degustazioni di prodotti locali abbinati ad un cesto da picnic pronto per essere gustato a contatto con la natura.

    Una soluzione semplice che ti permette di non preoccuparti più dell’aspetto organizzativo\logistico.

    Tutte queste esperienze permettono di abbinare un’attività alla scoperta di nuovo luoghi, vicini o lontani da casa e di poter quindi dare il proprio contributo alle piccole imprese locali italiane che ora come non mai necessitano di ricevere un sostegno concreto.

     

    Partiamo dunque alla riscoperta dei piccoli borghi e delle bellezze italiane che tutto il mondo ci invidia!

     

     

     

  • La leggenda delle Masche, donne selvatiche come me

    Mi ricordo bene di quando ero piccola e mia nonna, nei freddi pomeriggi invernali mi raccontava le storie delle

    Masche.

    Sono sempre stata un po’ spaventata e allo stesso tempo incuriosita da questi racconti che avevano sempre come protagoniste donne, alle quali erano affibbiati poteri magici. Mi raccontava di donne che vivevano sole, con gatti neri e animali notturni che le seguivano quando uscivano, verso l’imbrunire per mandare maledizioni e sortilegi di tutti i tipi.

    Potevano, grazie ai loro riti, influenzare la sorte del raccolto, della vendemmia o addirittura della salute delle persone del paese.

    A loro si dava la colpa di una terribile siccità, di un’improvvisa malattia del bestiame o di sfortunati incidenti nei campi. Erano anche in grado di far sparire e ricomparire le cose nei luoghi più strani, quante volte infatti ho sentito pronunciare la frase

    “Aj sun le masche!!”

    quando mia nonna non riusciva più a trovare gli occhiali;

    “ma nonna gli hai appoggiati in testa” le facevo notare ridacchiando io.

    Ma oggi non vi voglio parlare di quello che la gente raccontava, bensì di come ho iniziato a pensarla io, crescendo. Come vi ho scritto prima la maggior parte delle donne che venivano additate come Masche erano donne sole che nella vita avevano avuto qualche sventura o semplicemente avevano deciso che preferivano vivere a modo loro, senza dare importanza ai commenti delle persone riguardo il loro stile di vita.

    Ebbene sì, queste figure che tanto spaventavano le persone “normali” io le definirei anticonformiste, libere e coraggiose.

    Molto spesso l’indipendenza e le scelte controcorrente possono spaventare chi queste parole non solo non le conosce, ma le teme. Figuriamoci poi se a comportarsi in questo modo è addirittura una donna.

    Donne selvatiche che fanno scelte ardite e che non vivono seguendo i dettami, per accontentare una persona (padre, marito o chiunque esso sia). Bensì seguendo il proprio volere, anche a costo di essere viste come streghe dai loschi intenti.

    Sono convinta che la leggenda delle Masche sia nata perché le conoscenze scientifiche su vari argomenti come la medicina, la veterinaria o l’agronomia erano ancora molto scarne. Non si riusciva a dare una spiegazione razionale agli eventi allora si cercava un colpevole, il  “perché”  fosse accaduta questa o quell’altra sciagura. La cosa più semplice e più sbrigativa da fare era dunque trovare qualcuno da incolpare, meglio se donna, solitaria e con uno stile di vita stravagante se non totalmente al di fuori degli usi e costumi di un tempo.

     

    Le donne hanno da sempre dovuto lottare il doppio per ottenere tante libertà che oggi consideriamo scontate: scegliere i propri vestiti, se sposarsi e con chi sposarsi, il proprio lavoro, insomma avere libertà di scelta sulla proprio vita.

    Ed è forse grazie anche alle Masche che oggi possiamo decidere di vivere la nostra vita come meglio crediamo, compiere delle scelte contro corrente che viste con gli occhi di tante altre persone che dall’epoca delle masche non ci sono mai usciti.

    Ben vengano dunque donne con poteri forti come il coraggio, la caparbietà e uno spirito rivoluzionario pronte a sfidare qualsiasi preconcetto e superstizione!

    sara-vezza-winemaker