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LA STORIA

Nel 1977 Ernesto Saffirio chiede alla figlia Josetta, docente di viticoltura ed enologia alla Scuola Enologica di Alba, e a Roberto Vezza, enologo, di occuparsi dei terreni che appartenevano al bisnonno di Josetta, a Castelletto di Monforte d’Alba. Così, nel 1985 da alcuni “esperimenti” nasce un Barolo di altissimo livello, che è stata la molla che ha dato vita all’Azienda Agricola Josetta Saffirio. Oltre al Barolo si produce e si vende anche il Dolcetto e la Barbera d’Alba, dedicati ai figli Alessio e Sara. Il Barolo viene premiato due volte con i “Tre Bicchieri” (annate ’88 e ’89) e numerosi sono i riconoscimenti anche internazionali.
Il video a fianco è stato realizzato nel ’77 ed illustra la vendemmia nelle vigne storiche dell’Azienda.

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Tuttavia nel 1992, la scelta di prendersi una pausa, per ingrandirsi e per permettere a Sara e Alessio di scegliere il loro futuro.

Negli anni trascorsi, dal solo ettaro di vigneto, piantato nel 1948 dal nonno di Josetta, da cui proveniva l’intera produzione, si è arrivati a cinque, la maggior parte vitati a Nebbiolo da Barolo e situati nei cru di Castelletto, nel cuore delle Langhe. Le vigne sono state scelte con particolare attenzione al loro eccellente microclima e ottimo terreno.

Il desiderio di riprendere l’attività non ha tardato a manifestarsi: nel 1997, Sara ha deciso che il suo futuro era il vino.
Così quella del 1999 è stata la prima vendemmia ad essere nuovamente vinificata nelle cantine dell’Azienda, con una produzione di poche migliaia di bottiglie di Barolo.

Ora abbiamo affiancato a questo vino, un Nebbiolo e Alna Rosso, da uve merlot, con una produzione totale di circa diecimila bottiglie. La passione per questo lavoro, e l’amore per la terra di Langa restano la ragione che ci spinge ogni giorno a migliorare i nostri vini, vendemmia dopo vendemmia.
L'immagine ritrae tutti gli gnomi presenti sulle etichette dei vini dell'azienda.
“Gli gnomi sono la coscienza degli uomini buoni”.
Vivono nei boschi intorno alle nostre vigne e di notte vegliano su di noi, fanno dei lavoretti in cantina, come controllare che le botti non perdano, che le temperature dei mosti non salgano o non scendano troppo, cacciare i topi, dare l’allarme in caso di un qualche pericolo...
In cambio possono attingere vino per il loro consumo e servirsi nell’orto di casa.
Questi piccoli amici, che ci hanno accompagnati fin da quando la nostra famiglia risiede a Castelletto, erano dunque i naturali testimonial dei nostri vini, perciò la scelta di disegnare i loro volti sulle nostre etichette non è stata casuale.
In particolare, il Langhe Rosso porta il nome e l’immagine di una gnoma, Alna che è la moglie di Runth, gnomo di casa.

GALLERY

 
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