Marco Trabucco
articolo a pag. 21 di Repubblica, 20 dicembre 2008
Sara, la figlia d'arte che ha scelto il Barolo
È giovane, produce baroli buonissimi ed è anche bella Sara Vezza, ultima
(per ora) esponente di quella che è davvero una «famiglia del vino». Il papà Roberto Vezza è enologo, la mamma, Josetta Saffirio, oltre ad essere docente di viticoltura ed enologia della Scuola Enologica di Alba (dove si sono
formati tutti i grandi vigneron del Piemonte) ha anche dato il nome all'
azienda nata oltre trent' anni fa. Josetta Saffirio è stata a cavallo tra
gli Anni Ottanta e i Novanta una delle firme più prestigiose della Langa.
Una firma diventata un piccolo mito quando, nel ' 92, improvvisamente, lei
ha deciso di «prendersi una pausa» anche per potersi dedicare ai due figli
(oltre a Sara, Alessio). Per cinque anni le uve dei vigneti di Castelletto,
nel cuore della Langa, sono state vendute ad altri produttori. Poi, nel '
97, Sara ha deciso che il futuro, anche il suo, sarebbe stato il vino. La
cantina, ricavata nella vecchia cascina dei nonni, ha di nuovo preso a
riempirsi di tini, profumi e rumori. E sul mercato è ricomparsa la
caratteristica etichetta del nanetto barbuto e sorridente che da sempre
caratterizza il marchio Saffirio. Ottimi baroli, «moderni» sì, ma figli di
un attento lavoro in vigna, quelli di Sara Vezza: quello base e da tre anni
il cru Persiera. Ma molto buoni (e a prezzi inferiori) sono anche il Langhe
Nebbiolo, la Barbera d' Alba e l' Alna Rosso, uvaggio di Merlot (90 per
cento) e Nebbiolo.